Compiti a casa

La prima riflessione che sottoponiamo è quella del significato dei compiti a casa tradizionalmente intesi.

I compiti a casa sono motivo di tensione, sono un “portarsi il lavoro a casa” che spesso si protrae per ore; richiedono, per il loro svolgimento, spesso la presenza di un adulto; impediscono alla famiglia di vivere altre situazioni e conversare di altri argomenti. Nei ragazzi sono motivo di allontanamento dalla cultura e dalla ricerca personale. Sono troppi e alcune famiglie si rivolgono ad un docente a domicilio per potervi fare fronte.

Nel progetto Makula i compiti assumono un significato nuovo: non esistono compiti tradizionalmente intesi. I docenti posso richiedere ai ragazzi il completamento di un lavoro iniziato a scuola o il consolidamento dei concetti appresi durante la settimana. Ma questi incarichi non sono mai proposti da un giorno all’altro né sono obbligatori. Ogni ragazzo segue la sua strada con i suoi tempi e i suoi ritmi, condivisa con il docente e la famiglia.

Il costo

Ecco uno svantaggio: il costo. La speranza che abbiamo è che non sia questo un motivo di rinuncia. Esiste un prospetto di “retta”, ma vi preghiamo di contattarci per discuterne, in modo che sia affrontato individualmente: non rinunciate a Makula per questo!

 

Il numero dei partecipanti

Siamo consapevoli del fatto che il gruppo di lavoro è ridotto; ma proprio questa consapevolezza ci permette di provvedere.

Il numero ridotto permette ai docenti di seguire da vicino ogni ragazzo con la propria specificità, di farla emergere e valorizzare!

Ogni realtà presenta delle criticità, ma non tutte (forse poche) permettono di ragionare e trovare soluzioni; il più delle volte si tratta di un dato di fatto al quale si deve aderire e rassegnare….
Il progetto Officina Makula nasce proprio dal desiderio di rendere il gruppo di studenti parte di una progettazione più ampia ed articolata.

La nuova sede offrirà spazio per molteplici iniziative dedicate prevalentemente alla fascia d’età della preadolescenza, ma non solo. Lo scopo è quello di creare un centro culturale per giovani che sia crocevia di esperienze e conoscenze tra loro le più varie.

Socializzazione

La questione della socializzazione è tra le più dibattute tra i genitori curiosi di offrire ai propri figli un tipo di educazione alternativa. Il piccolo numero, a fronte di centinaia di studenti di alcune scuole varesine, pare penalizzare i ragazzi che frequenteranno Makula.

I nostri ragazzi sono un piccolo gruppo, ma siamo certi aumenteranno progressivamente: ne siamo convinti per la qualità del progetto e per l’interesse di molte famiglie con figli alle scuole elementari.

Ora vi proponiamo due scenari differenti:

Il primo: una classe di 25 ragazzi in cui prevale la lezione frontale e dove dunque le occasioni di confronto tra ragazzi è scarsa. Spiegazioni, interrogazioni, compiti in classe: lavori prevalentemente individuali. Due intervalli di 10 minuti spesso passati in classe. Entrate e uscite nella ressa del numero.

Il secondo: un piccolo numero di ragazzi che lavora individualmente e in gruppo con lo scopo specifico del confronto e della valorizzazione delle proprie caratteristiche.
Ci chiediamo: chi avrà maggiore possibilità di comunicazione, di scambio, di relazione?

Chi potrà meglio incontrare situazioni positive e negative ma COSTRUTTIVE?

Chi potrà conoscere il lavoro e le dinamiche di un gruppo?

Chi sarà in grado di scegliere anche nel futuro chi evitare e di chi fidarsi?

In conclusione : la socializzazione è davvero essere messi “a mollo” tra centinaia di persone?

Distanza casa-scuola

Non essendo una scuola di quartiere, la distanza per raggiungere la scuola può essere un problema e la famiglia si deve, in modo a volte complesso, organizzare.

Speriamo che, come per la questione economica, anche questa non sia la motivazione che vi porta ad escludere Makula come possibilità reale.

Non dimentichiamo che i ragazzi crescono e chiederanno autonomia anche nei movimenti.

E che i trasporti condivisi a loro piacciono molto: è già un primo momento di incontro.
Alle famiglie resta solo domandare e consorziarsi: si può fare!

​Aspetto “pionieristico” della scuola

Sentiamo che l’aspetto “pionieristico” della scuola mette disagio.
Ma Makula non è poi così una stranezza ed originalità. Se guardassimo in altre parti d’Europa e anche d’Italia, vedremmo quanto la scelta parentale sia utilizzata.
Dai singoli gruppi, a volte dai singoli individui arrivano i cambiamenti.

Non vogliamo però banalizzare: l’organizzazione della scuola sarà solida, gli insegnanti motivati. Si progetta sul lungo periodo e non sul singolo anno: ci sono i nostri figli in questo progetto e dunque quale migliore garanzia del fatto che si lavori alacremente perché tutto funzioni al meglio?

L’anno scolastico 2018-2019 sarà il nostro terzo anno di attività a riprova della progettualità a lungo termine portata avanti negli anni.

Mobilità sul territorio

La mobilità sul territorio è un altro aspetto caratteristico del progetto Makula.

Libertà di recarsi in biblioteca o nei musei, partecipare ad eventi e conferenze sul territorio con agilità: la scuola fa parte del mondo.

Le scienze ad esempio non saranno studiate su libri o fotocopie: il nostro territorio è ricco di aree verdi da conoscere. Dunque scienze naturali nella natura!

E la possibilità di creare legami: continuano le richieste di collaborazione da parte di realtà culturali del territorio.

Sono queste collaborazioni preziose perché contestualizzano insegnamenti che se trattati solo in teoria, appaiono aridi, distanti, noiosi..